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venerdì 18 febbraio 2011

Come parlare di terremoti - valutazione sito ufficiale INGV

Il sito dell’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia http://www.ingv.it/ , istituto costituito nel 1999,  raccoglie e valorizza le competenze e le risorse di cinque istituti già operanti nell'ambito delle discipline geofisiche e vulcanologiche: l'Istituto Nazionale di Geofisica; l'Osservatorio Vesuviano; l'Istituto Internazionale di Vulcanologia; l'Istituto di Geochimica dei Fluidi; l'Istituto per la Ricerca sul Rischio Sismico.
Esso è fondamentale per conoscere cosa sia un terremoto, come si sviluppi e che cosa provochi, mostrando con numerose mappe le zone colpite da terremoti  e gli effetti che questi provocano.
Il sito è efficace, ma dispersivo e senza un percorso guidato, adatto a navigatori esperti e  completo per  le informazioni, non solo sui terremoti, ma anche su vulcani, oceani  e la Terra. Nel complesso il sito è attendibile, preciso e accurato, e si nota che le informazioni sono scritte da  esperti.
Alcune delle numerose mappe (http://openmap.rm.ingv.it/gmaps/rec/Index.htm) sono complesse, non facilmente interpretabili da visitatori non esperti, anche se la maggior parte è chiara, curata con precisione, e mostra le zone più  colpite dai terremoti e quelle ad alto rischio. Una parte del sito comprende informazioni che si rivolgono anche ai bambini con una particolare sezione adatta a loro (http://portale.ingv.it/portale_ingv/faq/le-domande-dei-bambini/)  , con domande formulate proprio da loro e con risposte brevi, ma essenziali.
Importante è la parte che contiene le informazioni sulle sedi, con le vie e i numeri di telefono per contattarli in caso di necessità e per trovare una risposta esauriente ai propri  problemi, sui terremoti, sui vulcani o su condizioni climatiche particolari.
Inoltre  l'INGV gestisce alcuni musei dedicati alla geofisica e alla vulcanologia e partecipa ad eventi a scopo divulgativo. Essi sono:

Non solo Giuliani

Giampaolo Giuliani è diventato improvvisamente noto all’opinione pubblica nazionale dopo le dichiarazioni,  per certi versi incredibili e sorprendenti, rilasciate alla stampa subito dopo la tremenda scossa di terremoto che ha colpito L’Aquila e i paesi limitrofi al capoluogo abruzzese, il 6 Aprile 2009. Il ricercatore, infatti,  sostiene di aver elaborato un metodo in grado di prevedere le scosse sismiche con un anticipo che va dalle 6 alle 24 ore.
Questa notizia ha suscitato molto scalpore e sollevato reazioni diverse provenienti dalla comunità scientifica internazionale, che ha bollato le teorie del ricercatore come “ prive di qualsiasi fondamento scientifico” e dunque da non tenere assolutamente in considerazione. Da sempre, infatti, la scienza sostiene che sia impossibile prevedere i terremoti. Andando indietro nella storia, si scopre, tuttavia, che Giuliani non è il primo ricercatore a sostenere la prevedibilità dei terremoti: anche Raffaele Bendandi, agli inizi del ‘900, dichiarò di avere elaborato una teoria per annunciare in anticipo le scosse sismiche. Nel 1927 dovette abbandonare le sue ricerche, sia per la loro scarsa attendibilità, sia perché avrebbero potuto scoraggiare i turisti a venire in Italia.
Giuliani non è quindi il primo a sostenere tesi di questo genere. Se in Italia la sua ricerca è stata minimizzata da giornali e mezzi di informazione, in un paese ad elevato rischio sismico come il Giappone è stata presa in considerazione e sono stati avviati studi e progetti per capirne di più.
Qui un documento che accetta come vera la teoria di Giuliani sul radon:  

Emanazioni anomale di gas radon