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giovedì 26 maggio 2011

Terremoto satirico

  Una raccolta di vignette satiriche sul terremoto dell'Aquila.

venerdì 8 aprile 2011

Storia di terremoti


Il terremoto del 6 aprile 2009 non è stato certo il primo che ha  colpito la città dell’Aquila, e  non di tutti è possibile ricostruire le dinamiche per la scarsa documentazione; tuttavia a partire dal XIV secolo, pochi decenni dopo la fondazione della città, i principali eventi sismici sono stati:

Dicembre 1315: 

-       Magnitudo (Mw) 5.6
-       le scosse durarono quattro settimane
-       secondo le fonti non ci furono morti, ma molti edifici vennero danneggiati e rimasero inagibili per molto tempo, la popolazione visse in costruzioni di fortuna per circa un anno.

Settembre 1349:

-       Magnitudo (Mw) 5.9
-       le scosse interessarono tutta l’area dell’Appennino centrale;
-       vennero sbrecciate le mura e distrutte alcune chiese; tra tutte le città coinvolte (L’Aquila, Isernia, Viterbo, Sulmona) ci furono circa 2.500 morti e molte delle città gravemente colpite rimasero quasi disabitate per un breve periodo.

Dicembre1456:

-       Magnitudo (Mw) 7.2
-       le scosse interessarono tutto l’Appennino centro-meridionale
-       il terremoto causò migliaia di vittime tra Irpinia, Matese, Sannio, Napoli, Abruzzo
-       a L’Aquila crollò la torre di piazza Palazzo e gli edifici riportarono solo lievi danneggiamenti (perlopiù crepe).

Novembre 1461:

-       Magnitudo (Mw) 6.4
-       i danni e i crolli furono notevoli e riguardarono circa un quarto degli edifici dell’Aquila; le vittime furono circa 150
-       il terremoto fu poco profondo perché interessò una zona relativamente ristretta attorno alla città dell’Aquila .

Nel corso del Seicento numerosi terremoti abbastanza forti colpirono l’area appenninica fra l’aquilano e il reatino, in particolare la zona fra Montereale e Amatrice, con danni leggeri anche a L’Aquila; si ricordano in particolare i terremoti del 1639, del 1646 e del 1672.

Febbraio 1703:

-       Magnitudo (Mw) 6.7
-       il terremoto fu preceduto da una violenta sequenza nell’area di Norcia; l’evento aquilano fu molto violento e interessò anche l’area di Paganica
-       l’Aquila, già danneggiata dal terremoto di gennaio,  ebbe circa 2500 morti.

Novembre 1706:

-       Magnitudo (Mw) 6.8
-       colpì il territorio fra Abruzzo e Molise, e in particolare l’area di Sulmona
-       danni meno gravi si ebbero nell’area fra L’Aquila, Chieti e Isernia; le vittime furono circa 2500.

Ottobre 1762:

-       Magnitudo (Mw) 6.0
-       il terremoto produsse danni moderati a L’Aquila e molto gravi a Castelnuovo e Poggio Picenze, ove si ebbero alcune vittime.

Durante tutto il secolo altri  terremoti colpirono le zone dell’Italia circostanti l’area del capoluogo  abruzzese, causando conseguenze più o meno disastrose.

Gennaio 1915:

-       Magnitudo (Mw) 7.0
-       l’epicentro fu ad Avezzano, che venne distrutta (10.700 morti su circa 13.000 residenti) insieme a quasi tutto il territorio della Marsica; il sisma interessò anche una parte del Lazio meridionale
-       il numero delle vittime fu altissimo: circa 30.000.

Settembre 1933:

-       Magnitudo (Mw) 5.9
-       il sisma fu particolarmente violento nella zona della Maiella
-       le vittime furono 12, e in totale furono 65 i comuni colpiti dal sisma parzialmente o totalmente danneggiati.

Ottobre 1943:

-       Magnitudo (Mw) 5.8
-       un terremoto colpì le Marche e l’Abruzzo, e in particolare la provincia di Ascoli Piceno, ove i danni furono molto gravi
-       la concomitanza della guerra rese difficilissima la situazione degli sfollati.

giovedì 3 marzo 2011

Dal terremoto non si smette mai di fuggire: continua ad essere presente

Dal Cristianesimo ad oggi, con l’avvento del metodo scientifico e di studi più approfonditi in materia di geofisica, la previsione sistematica e razionale dei terremoti non dipende più dalla magia e dall’approssimazione, ma da sperimentazione scientifica, ottenendo, in questo modo, anche qualche discreto successo; tuttavia, è bene ricordare che ciò avvenne solo di recente.
Infatti, l’analisi di alcuni fenomeni fisici, come l’allineamento dei pianeti o il comportamento insolito di alcuni animali, non può essere considerata un valido parametro per prevedere un terremoto.
Così si è giunti a ritenere indispensabile raccogliere sul territorio dati fisici in modo continuo e molto più preciso del passato. I risultati di queste ricerche furono resi noti in occasione di un congresso internazionale che si tenne a Mosca agli inizi degli anni 70.
Dalle ricerche effettuate in seguito a questo convegno, dal momento che gli spunti d'indagine emersi a Mosca erano numerosi, si scoprì che l’inclinazione e il sollevamento del terreno prima di un sisma sono il risultato dell’aumento di volume delle rocce a causa delle infiltrazioni d’acqua e d’aria.

Grazie a informazioni di tal genere, nei decenni successivi si elaborarono numerose teorie che potrebbero permettere di prevedere un sisma, come il monitoraggio dei parametri chimici del sottosuolo e delle falde acquifere; tuttavia, alcune di queste non sono considerate rigorose dalla comunità scientifica, come l'ipotesi proposta da Raffaele Bandandi, uno pseudo-scienziato autodidatta, secondo cui i terremoti, come le maree, sono dovuti all'influenza della Luna e degli altri pianeti sulla crosta terrestre, oppure quella di Giampaolo Giuliani, che basò i suoi studi sull'emissione di Radon.
Perciò, attualmente è quasi impossibile prevedere un terremoto, se per “previsione”  si intende la conoscenza della precisione del momento, dell’intensità e del luogo in cui si verificherà il sisma. Tuttavia, esistono metodi di prevenzioni di tale eventi, che esplicano i comportamenti che bisogna tenere prima, durante e dopo un terremoto. Comunque, il sisma è un evento che ti sconvolge, che ti cambia dentro. Perciò, a tale proposito, trascrivo la testimonianza di un uomo che ha vissuto sulla sua pelle che cosa significhi il terremoto: “Al terremoto sono sopravvissuto. Ma dal terremoto non si smette mai di fuggire. Continua ad essere presente. Ogni volta t’irrigidisci e per un momento ti chiedi se quella che avverti è una scossa di terremoto, tocchi una parete per cercarne i minimi sussulti. Il terremoto è un insegnante. T’insegna che nulla è sicuro, che in ogni istante si può perdere tutto. E te l’insegna con una sola, brevissima, lezione”.

Dal terremoto non si smette mai di fuggire: continua ad essere presente

Il terremoto è una vibrazione improvvisa della crosta terrestre. Le scosse sismiche, dette anche scosse telluriche, dal latino Tellus, la dea della Terra, esistono da sempre e sempre ci saranno. Pericolo costante che mina l’integrità del pianeta e l’incolumità dell’uomo, il terremoto è, dall’inizio della storia umana, una delle più grandi paure di tutti. Al giorno d’oggi è noto che i terremoti avvengono principalmente nei dintorni di zone sismologicamente attive, dove le zolle, muovendosi, lasciano fuoriuscire lava ed altre sostanze attraverso i vulcani. Gli antichi, invece, vedevano nel terremoto lo scuotersi dei titani imprigionati all’interno del mondo. Inizialmente, infatti, cercavano di spiegare questo fenomeno attraverso dei miti, con i quali cercavano di mettere in ordine e trovare un significato nel caos che questi eventi sismici provocano. Si credeva che Poseidone, dio delle acque, irascibile e vendicativo, dimostrasse il proprio potere scuotendo i monti e le valli del Peloponneso, attraverso un tridente, terrorizzando così gli uomini, che compivano numerosi sacrifici in suo onore. Per gli antichi Romani, invece, i terremoti erano segni di avvenimenti che si sarebbero verificati da lì a poco. Con il procedere del tempo, la saggezza popolare è andata sempre più a confondersi con la superstizione: alcune insolite migrazioni di animali venivano interpretate, infatti, come un avvertimento. Oppure è famosa la storia di Colapesce, giovane siciliano, amante del mare, che, per recuperare un oggetto prezioso, si tuffa e non riemerge più dalle acque. La leggenda narra che esso sia ancora negli abissi a sorreggere la città di Messina per renderla indistruttibile da qualsiasi terremoto. Con l’avvento del Cristianesimo, infine, aumenta la credibilità nella magia e le scosse sono ritenute punizioni per il martirio di santi o la persecuzione degli uomini credenti.